08/02/2009

Che pensavate che ce ne eravamo andati?




Che pensavate che ce ne eravamo andati?

Nooooooooo!
Sempre qui,
anzi più impegnati che mai!
Eh sì perché nel frattempo,

ed è proprio tanto che non ci si vede,
è scoppiata l’estate di Bahia ed il Morro De Sao Paulo,
così come la felicemente avviata Pousada Varanda Do Sol,
appaiono tali e quali ad un treno zeppo zeppo, con la locomotiva impazzita,
che sfreccia tra canti ilari e commoventi addii verso destinazioni radiose quanto ignote!
Forse.
Migliaia di visitatori,

ingordi di relax e divertimento,
percorrono famelici le spiagge roventi e vanno a stemperare i bollori ormonali nelle acque ferme, trasparenti e fin troppo tiepide della seconda spiaggia.
La nazione Argentina,
che conta peraltro una vasta quanto varia comunità locale,
invia in estate le proprie nuove leve e le proprie fanciullesche bellezze ad affollare,
con esiti a volte opposti,
i nostri modesti e pur allegri alloggi.
Gasperino fa schifo.
Una vera delusione.
Insoddisfatto dell’aver rasentato un paio di volte la morte per parassiti,
virus tropicali e affini,
ha pensato bene di alternare le opportunità di morte naturale
procurandosi svariate occasione di seria automortificazione.
Si è tirato giù dal terrazzo che appena camminava,
lo abbiamo schiacciato più e più volte a forza di stare tra i piedi in cucina (almeno io, Giancarla non lo dice ma lo ha fatto anche lei di sicuro!)
e si è successivamente rinchiuso nel frigorifero dove lo abbiamo casualmente rinvenuto con i denti da latte che battevano a tempo di samba ed il terrore negli occhi.
Poi un bel giorno è diventato un ometto:
Giancarla (ma questi sono altri problemi) lo stava ancora allattando con la siringa quando lui, sottrattosi inaspettatamente alle amorevoli cure paramaterne,
s’è divorato un geco intero inoculatamene alla sua portata,
con tutte le ossa,
le cartilagini,
tutto.
Ringhiando dal muso sporco di sangue ad un minimo accenno di interferenza col suo pasto.
Giancarla due settimane dopo,
in un silenzio surreale,
ha riposto le siringhe disuse,
provvedendo ovviamente a lavarle e preservarle accortamente.
Dopo di che le sono usciti due capelli bianchi e da quel giorno non è più la stessa.
Gasperino oramai non fa altro che mangiare e dormire;
al limite si concede alle coccole delle turiste che molesta trascinandosi lascivo per le stanze.
Puzza.
E’ una presenza insolente e mortificante l’immagine dell’attività.
Peccato che le mie considerazioni non vengano raccolte in questa casa dove, a tutti gli effetti, quel bieco individuo la fa da padrone nell’accondiscendenza collettiva.
In compenso,
se Gasperino è cresciuto,
tutti gli altri sono regrediti in maniera impressionante e secondo progressioni logaritmiche che non lasciano preannunciare niente di buono.
Natalia è piombata nell’ennesima fase postadolescenziale che di certo non le consente di spiccare il volo verso nuove consapevolezze.
Tant’è che da circa tre mesi risiede ufficialmente sull’amaca del mio balcone e intende il proprio ruolo di ”ragazza alla pari” secondo il canone baihano di tipo assoluto classico.
Ossia alternare lunghi sonni a intense quanto usuranti festicciole.
La novità è semmai che la nostra artigiana colombiana affronta i dilemmi che una tale prolungata, disposizione potrebbe ingenerare,
ripescando nel bagaglio leggero ma versatile del viaggiatore
vecchie armonie interiori di tipo tarocco new age
che ne sollevano indiscriminatamente la coscienza da qualsivoglia rimorso.
Marli, di questi tempi, non pervenuta.
Giancarla alterna crisi esistenziali,
di chiara collocazione liceale,
ad estatici periodi di trascinante e traboccante entusiasmo!
Peccato che i secondi durino giusto un quarto d’ora.
Poi si ricorda di qualcosa di grave, imputabile a me e, più raramente, a Gasperino
ed allora torna a guardarci sconsolata e gira per casa battendosi il capo e urlando al vicinato che la sua vita è un fallimento e che noi ne siamo i fin troppo ovvi simboli.
Dulcis in fundo e ad adiuvandum il caro vecchio Luchino il quale,
evidentemente saturo dei ritmi europei e delle peripezie australiane,
è venuto a dare un occhiata a come si sta queste parti.
Poi si deve essere improvvisamente reso conto che qua,
comunque e come dice la saggia Natalia,
bisogna lavorare come negri per poter vivere da bianchi.
A questo punto,
essendo Luca un pragmatico,
deve aver pensato che,
per non stressarsi,
è meglio vivere in un posto dove se ti va male e finisci a fare la parte del negro tanto male non si sta e,
oculatamente,
ha fatto rotta per l’Australia.
Non prima,
naturalmente,
di aver insozzato ben bene la cucina ad ogni passaggio,
aver introdotto donne e affini di equivocabile condotta in casa,
aver sapientemente indispettito buona parte delle donne della casa con comportamenti di Homeriana memoria ed aver lasciato conti in sospeso.
Devo dire che l’ho trovato abbastanza in forma e chi lo conosce sa di cosa vado farneticando.
Grazie al cielo il turbinoso passaggio del gradito visitatore è stata mitigata dalla serena e sorridente presenza dei nostri cari Guido e Francesca con i quali abbiamo iniziato nel migliore dei modi il 2009!
(cioè interrompendo le litigate in presenza di ospiti, cosa che prima non facevamo, vedi Emi e Alessandra, Dario e Luciana, etc…).
Da ultimo conoscenze comuni ci hanno portato Paolo,
che ha 24 anni e da tante stagioni lavoro come cuoco in tutto il modo rivisitando secondo il suo gusto tarantino gli alimenti che mette in padella.
In ossequio alla ponderatezza che ci contraddistingue,
dopo 6 ore che lo conoscevamo gli abbiamo dato le chiavi della cucina e dell’impolverato Bistrot
(se ne dovrebbe occupare Natalia ma dice che dall’amaca non ci riesce).
Stasera e perilquarto giorno consecutivo,
dopo aver servito “on demand” vari clienti,
mi ha ripassato un po’ di matriciana in padella e mi ha scottato un filetto ai ferri.
Un grande!E che botta di culo, speriamo che dura!
Inutile dire che Gasperino,
con i gesti del ruffiano consumato,
non manca di evidenziare la preferenza accordata al nuovo caro amico vagabondo portato dal destino ad incrociarsi col suo palato.
Giuda.
Che altro…?
Troppo ce ne sarebbe ma sono le 3 di notte e alle 8 le prime colazioni vanno servite.
E io sono felice di essere tornato a iniettare vita in questo piccolo blog.
Soprattutto dopo che,
nelle settimane passate a leggere un vero importante Blog come quello di Vittorio Arrigoni, (forse l’unico Italiano presente a Gaza,
http://guerrillaradio.iobloggo.com, che consiglio a TUTTI),
mi era sinceramente passata la voglia di scrivere anche solo un biglietto d’auguri,
tanto ci si rende conto,
in presenza di certe situazioni,
che le parole sono importanti ed andrebbero dedicate ad argomenti più seri rispetto alle nostre quattro lontane chiacchere su come la vita è bella quaggiù.
Magari un’altra volta,
sperando che ce ne sia sempre meno bisogno.

Un abbraccio,
a presto,
E.

08/12/2008

Tanti auguri a me!

Che bel compleanno, sono proprio felice!
Mi piacciono quei compleanni di cui qualche anno dopo ti ricordi!
Questo non lo scordo,
non fosse altro perchè,
pur essendomi capitato in varie occasioni di trascorrere la ricorrenza lontano da Roma,
forse per la prima volta mi succede in un luogo che in qualche forma sento come casa.
I giorni speciali non sono mai come te li immagini…
L’unica cosa su cui avevo azzeccato, per fortuna,
quando qualche mese fà, appena arrivato, ci pensavo su,
è stato che nel giorno del mio primo compleanno brasiliano ci sarebbe stata Giancarla vicino a me.
Di questo ero certo.
E non era poi una cosa così scontata visto che,
garantisco,
vivere insieme 24 ore al giorno tutti i giorni e condividere,
magari con gioia ma comunque per forza,
vita privata, lavoro, riposo, amici, tutto….
beh,
non è semplice e può mettere a dura prova anche le coppie più affiatate.
Noi ce la stiamo cavando, spero.
E Lei è stata dolcissima in questo giorno speciale…
e non è solo perché si è prodotta in crostate di nutella e paste al forno…
le leccornie che ci siamo cucinati e dedicati,
accompagnate con adeguato cabernet cileno,
sono nulla accanto alla leggera squisitezza con cui mi ha coperto di affetto,
colmando il vuoto inevitabile creato dalla lontananza delle tante persone care con cui,
a Roma,
avrei presumibilmente trascorso il 7 dicembre.
Il resto della giornata è scorso pacato,
tra i piccoli impegni discendenti dalla gestione della pousada ed i vari, simpatici incontri che,
più o meno quotidianamente, ti capita di fare in questa isola.
E così, ad esempio, mi sono goduto una birra con Nestor,
incontenibile e sornione ragazzo argentino che gestisce da vari anni un ostello col quale siamo in sana, fraterna concorrenza e che, il giorno 11, compie i suoi 44 anni
(guarda alle volte la cabala).
Nestor,
anche se non ne ho mai parlato prima,
è una delle persone la cui frequentazione,
da quando siamo qui,
più rafforza la nostra convinzione circa la scelta fatta.
E’ una brava persona,
sempre piena di consigli e di una carica positiva e canzonatoria che nei giorni grigi ti tira su il morale.
E ti da la sensazione che il comportarsi bene verso il proprio prossimo nella vita paghi.
Infine,
a chiudere il cerchio,
la serata e la cena hanno visto la partecipazione della nostra immancabile ed adorabile Natalia che,
quando non sparisce in compagnia di Gasperino (….?),
è impegnata a tessere i propri prodotti artigianali e ad insegnare a Giancarla le tecniche macramè per intrecciare bracciali, orecchini, farfalle e tutto ciò che la fantasia suggerisce loro.
La”Colombiana” fa parte della famiglia, oramai vive qui con noi e ci divertiamo insieme.
In mezzo a tutto questo i tantissimi messaggi di auguri che mi sono arrivati,
anche grazie agli orwelliani canali di facebook,
da parte di tanti e tanti amici
e che da quaggiù fanno ancora più piacere…
E, naturalmente, un indimenticabile collegamento via Skype con la mia famiglia che,
nel frattempo,
festeggiava i 33 anni di mia sorella gemella Maurizia.
Il collegamento in webcam,
come nella migliore tradizione,
è stato preceduto ed ostacolato da vari inconvenienti tecnici che,
tuttavia,
hanno contribuito ad aumentare la suspance per questo evento tecnologico che di botto ha spedito la mia famiglia,
tradizionalmente affezionata al videoregistratore a cassette,
nell’era del digitale applicato!Sembrava un po’ di assistere al filmato del primo uomo atterrato sulla luna anche perché,
a causa dei capricci del lap top – blue tooth di mio padre
(chi l’avrebbe mai detto che mio padre ne avrebbe mai posseduto uno collegandosi addirittura oltreoceano con Skype?!),
l’intera comitiva è stata costretta,
alle 23.00 ora locale,
ad effettuare la connessione in giardino al freddo e al gelo e circondata dal buio.
Che altro…nulla,
solo grazie ancora a chi ha rivolto da questa parte un pensiero affettuoso!
A presto,
E.

Auguri Maurizia!
Hai visto che anche quest’anno non mi sono scordato?!


P.S.: per quanti chiedono notizie di Gasperino:
il nostro ha trascorso un periodo difficile durante il quale è arrivato prima a gettarsi dalla veranda della pousada, con un volo di 3 metri e mezzo
(lui è 12 centimetri al garrese…tranquilli, tutto a posto, gli è rimasta solo una cicatrice, che lui peraltro ritiene molto sexy, sul labbro inferiore sinistro);
rintronato dalla caduta, ma tutto intero, ha poi pensato di chiudersi nel frigorifero dove lo abbiamo casualmente rinvenuto semigelato e frignante.
Fortunatamente questo periodaccio sembra passato e,
forse per dimenticare,
il giovanotto,
di questi tempi,
si lasciato andare ad una esistenza bohemiana fatta di piacevoli distrazioni, vizi ed amichette.
Lui,
qui ritratto tra le braccia di Natalia,
vi manda un timido saluto.



04/12/2008

Il Morro de Sao Paulo, di questi tempi…


Tanto eravamo presi a raccontarvi i fatti nostri che, ultimamente, abbiamo un po’ trascurato di descrivere il luogo in cui viviamo e la dolce evoluzione che questa stupenda isoletta dell’atlantico sta vivendo in armonia con il succedersi delle stagioni.
Sono i primi di Dicembre e l’estate subentrerà a questa caldissima primavera dal prossimo giorno 21: con lei arriveranno le orde di turisti che, ancora con la pancia piena delle delizie natalizie, si riverseranno in massa sulle coste per dare inizio alla festa!
Ed allora affiliamo le armi per farci trovare pronti al “Revelliòn” che, oltre a traghettarci nel 2009, darà il “là” a tre mesi che ci auguriamo intensi!
Altra data da tenere a mente, qui al Morro, è il 25 di Febbraio: infatti il giorno successivo alla fine del Carnevale,
affollatissimo in Salvador,
migliaia di persone raggiungono la nostra allegra isola per quella che viene chiamata da sempre la”Resacca”!

Questo termine,
che solitamente sta ad indicare la sensazione che identifica un serio dopo sbronza,
assume,
se rapportato al Morro,
il significato di una quattro giorni in cui,
invece che lasciar smaltire gli eccessi delle celebrazioni del Carnevale e con la scusa di raggiungere un luogo di relax e vita salubre,
si provvede a proseguire la festa fino allo sfinimento.
Come dire: peggio la toppa del buco!
Le ultime piogge, veramente abbondanti, rinfrescano l’aria per qualche ora ancora e lavano la sabbia che compone spiagge e viottoli del villaggio.
Una mezza tromba d’aria ieri sera, sulla nostra veranda, ha fatto volare sedie e tavoli imbanditi, per non parlare della”Churraschera” carica di pesce che avevamo genialmente deciso di attrezzare per goderci la notte di lampi e pioggia,
in compagnia di alcune amiche e di un buon Souvignon argentino!
Ovviamente la inaspettata violenza degli agenti atmosferici ha determinato un immediato black out con il risultato che,

nel buio della notte tempestosa,
le uniche cose visibili a terra erano i pezzi di carbonella incandescenti che cercavamo di non calpestare,
scalzi come sempre,
nel tentativo disperato di recuperare i pezzi di pesce sparsi in giro!
Non so se siamo riusciti nell’intento,

fatto sta che Gasperino,
particolarmente attivo nelle ricerche che lo hanno impegnato fino a notte fonda, la mattina seguente aveva un bel sorriso compiaciuto spalmato sulla faccia,
puzzava più del solito e dormiva spaparanzato sul divano,
panzetta al vento e bocca aperta.
Ma già il sole è tornato a splendere!
Ed allora tutti in spiaggia…
E.
(a proposito, questa è la Segunda Praia, ossia il giardino di casa nostra, come si presenta di questi tempi)





25/11/2008

Gasperino, dicevamo...



Gasperino,
dicevamo,
sta crescendo in fretta!

Saranno i sovradosaggi di latte e omogeneizzato,
sarà il sole di queste parti,
o forse il fatto che la natura fa il suo corso e che il destino lo prepara ad un avvenire duro ed avventuroso…
fatto sta che ormai, il nostro, ha raggiunto la considerevole stazza di 175 grammi!Praticamente è quasi pronto per il campionato brasiliano dei pesi massimi!
Ora il ragazzotto, contrariamente a quanto potrebbero suggerire vecchi stereotipi, accanto ai suoi agili e possenti muscoli, sta affinando anche la propria sottile ed acuta mente….
Certo che la giovane età fa sì che, ad oggi, la confusione che annebbia le idee del nostro sia ancora molta;
tuttavia una sana fiducia nei propri mezzi consente a Gasperino di misurarsi con i misteri della vita, se non proprio alla pari, senza nemmeno troppa soggezione.
Ed allora Gasperino, nel suo pacato osservare ciò che lo circonda, non può fare a meno di rivolgere a se stesso alcuni pressati interrogativi, dalla cui risoluzione (che, ahi noi, sappiamo essere ben lungi dall’esser prossima) dipende la serenità del suo divenire.
Gasperino, tra le tante cose, si chiede spesso:
"chi siamo?
Perché siamo?
E, soprattutto, ma si può sapere dove cazzo stiamo andando!?!?!"

(Gasperino quando è nervoso diventa molto volgare!)
Cioè, non è che i suoi orizzonti siano poi così vasti: benché egli abbia sempre lo zaino pronto e sia disposto all’avventura, la sua giovane età non gli ha ancora consentito di allontanarsi oltre la spiaggia qui di fronte, visitata peraltro sotto l’amorevole controllo di Giancarla.
Il punto è che, sulla base delle sporadiche informazioni che questi capta qua e là,
non gli appare chiaro il senso del nostro dibatterci e la costante infruttuosità di nostri sforzi…
Io provo a spiegargli ma, vi giuro, il confronto con la sua incolpevole ingenuità, alle volte, è frustrante!
L’altro giorno, ad esempio, ho incautamente lasciato aperta la pagina web di un sito che parla di economia e lui, non avendo altri impegni, si è letto tutti gli articoli!
Quando io e Giancarla siamo tornati a casa, ignari dell’accaduto, lo abbiamo trovato pensieroso e visibilmente irritato.
Si è scolato con sfacciata noncuranza una siringa ricolma di latte e tuorlo d’uovo e, una volta rimessosi in forze, ci ha chiuso all’angolo con una serie di fastidiose quanto imbarazzanti domande:
“ma fateme capi’ ‘na cosa!”
ha sbottato così, di punto in bianco…
“dicci amore di casa, che succede?”
e lui,
“ma tutto sto casino, no…gente che perde il lavoro, chi je torgono casa, quell’artri che hanno lavorato ‘na vita pe’ mette da parte du’ sordi poi vanno ‘n banca e trovano uno tutto ‘mpomatato e sorridente che je dice investi qua, compra là,
e dopo qualche mese se trovano senza ‘na lira….”
Allora noi:
“si tesoro lo sapp…”
E subito lui: “Zitti! Fateme fini’!!!”
“Scusa…
Dicci caro!”
“Allora, se ho capito bene, se te hai i soldi li porti in banca…”
“Certo, è più sicuro…”
“Se poi ti servono i soldi li chiedi in prestito alla banca.”
“Esatto.”
“Un bel giorno la banca decide de presta’ soldi a tutti, anche a chi non ha lavoro, a chi ‘sti soldi non glieli darà mai più indietro.
Poi la banca, pe' falla breve, a forza de prende e vende crediti, pezzi der mutuo tuo e della rata de’ a machina mia, n’impiccio tira l’artro, e un ber giorno dice: aho, qua n’c’avemo più ‘na lira!
Non è che magari lo stato, cioè sempre noi, ce po’ da ‘na mano….?”
“In un certo qual modo…”.
“E non solo noi je li damo, e pure tanti…
Mo’ questi dicono che sti sordi nun bastano e che c’è e’ rischio che n’ce ridanno manco quelli che j’avevamo dato noi (tanto che era più sicuro…)!”
“Sì figliolo, però, vedi…”
“E a ggente nun se ‘ncazza!?!?! O j’abbasta vede’ annà ‘n galera quelli che hanno fatto er danno?”
“No Gasperi’…
a parte che se non sei negro, o almeno scuretto, in Italia in galera non ci vai! Anzi, in questi casi, semmai fai carriera…
comunque, dicevamo, il fatto è che alterarsi, la gente, si altera pure…
è che diviene ruolo della politica a questo punto…”
“Della politica!!!! Ma chi, D’Alema, Fassino e quell’artri fenomeni che stavano a fa l’impicci co’ Unipol, i furbetti der quartierino, etc…oppure er pelato sempre arapato che ‘na banca cell’ha proprio!?!
‘nnamo bbene…”.

“Vabbè Gasperi’! C’hai venti giorni, sei giovane, stai in Brasile: vattene al mare, gioca a pallone, conosci gente.. magari qualche bella micetta…o quanto meno rilassati con un po’ di TV…papino se vuoi ti mette la parabola così vedi anche le partite della magica e l’Isola dei Famosi, che ne dici caro?”
“Ma… a me me sa che ve sete tutti rincojoniti…te sempre su quer cristo de facebook,
e poi c’hai sempre ne 'o zaino i libri de Orwell;
quel’artra co’ Buddha, i karma, i mantra, pare che vo’arivà a conosce er segreto dell’universo e nun s’accorge che ve stanno a fa’ ‘n culo così qua, sulla terra…….”
“Gasperino porta rispetto ai tuoi genitori adottivi!!! Non ti permettere, sai…”
“Se, vabbè, ho capito va’!
Ciao, io vado da “Dice 10” a famme ‘n quartino de latte corétto…!”
Poi esce e torna sempre più tardi, ciondolante ma con un furore in fondo agli occhi… accende la sua lampada da tavolo e studia fino a notte fonda…
Giancarla ed io siamo sempre più preoccupati...
lui dice che, un giorno di questi, se je gira fa un casino!
Bah, speriamo bene…

17/11/2008

E allora beccateve questa!!!

Ci eravamo lasciati in partenza per le isolette che compongono la costa del Dendè, qui nello Stato di Bahia, dalle parti del Morro di San Paolo, Brasile.
Era già nostra intenzione raccontare come abbiamo trascorso questa breve vacanza dagli adempimenti quotidiani connessi alla gestione della pousada:
inoltre abbiamo ricevuto vari messaggi da parte di tanti amici i quali,
dopo aver espresso la propria felicità per il tipo di vita che stiamo conducendo da queste parti,
non hanno potuto fare a meno di mandarci tanti velati “vaffa” una volta saputo che,
evidentemente non appagati dal vivere e lavorare sulla spiaggia la cui foto apre il blog che state leggendo,
avevamo deciso di concederci un viaggietto zaino in spalla alla ricerca di posti nuovi ed emozioni differenti.
Ed allora,
una volta tornati a casa e letti gli improperi provenuti in tutte le forme e le vie di comunicazione immaginabili,
abbiamo pensato che la cosa migliore,
in questi casi,
non consista nel dare a vedere il senso di colpa che ci attanaglia per avervi abbandonato nella nostra povera patria,
bensì sia quella di insistere e di metterci il carico!
Quindi lasciatevi raccontare quanto possa essere bello lasciarsi alle spalle questo lavoro pur stupendo,
saltare su un gommone carico di turisti in gita,
farsi dare un passaggio su una spiaggia semi deserta
e mettersi in cammino per vedere dove si arriva e magari cosa ci sia oltre la punta di roccia che il nostro sguardo intravede alla fine dell’orizzonte.
Tolti i sandali,che sulla sabbia non servono, ed armati di tanta voglia di camminare abbiamo incontrato il primo villaggio,
dove un simpatico conducente di trattore,
unico mezzo motorizzato su tutta l’isola,
ci ha accompagnato
(ma solo dopo aver trascorso un oretta a chiacchierare sdraiati sull’erba)
per foreste e sentieri fino ad uno sperduto paesino di pescatori dove non c’è telefono e le poche attività esistenti,
ossia un comedor e un mercatino,
chiudono alle 5 del pomeriggio.
Qui abbiamo cominciato ad esplorare le spiagge deserte del luogo e la foresta che le lambisce
fino a notare un piccolo cartello di legno che indicava la possibilità di affittare un posto per dormire.
E’ stata una piacevolissima sorpresa trovare,
nascosta nella vegetazione ma a pochi metri dal mare,
la casetta costruita da Leleo,
un ventenne nativo del luogo che,
utilizzando solamente materiali portati dal mare o sottratti alla foresta,
ha tirato su una piccola opera d’arte.
Due piani in legno, fango pressato e paglia; finestre basculanti in giunchi e vimini, un piccolo bagno, cucinino e lavello, scala e stanza da letto con verandina tondeggiante in legno di biriba e, naturalmente, amaca dove dondolarsi al suono delle onde che si frangono vicine,
con sottofondo creato dai mille rumori della foresta….
Il tutto per una quindicina di euro a notte.
Qui ci siamo rilassati due o tre giorni cucinandoci il pesce sfilato dalle reti appena ritirate ed interrompendo il nostro dolce far niente solo per passeggiare lungo la costa e tra le mangrovie,
scambiare due chiacchere con i locali davanti ad una immancabile bottiglia di birra,
facendo giusto attenzione a non incappare in uno dei tanti serpenti velenosissimi ma non aggressivi che popolano questo tratto di natura incontaminata.
Quando la voglia di vedere altro ancora si è fatta sentire,
abbiamo approfittato della bassa marea per risalire la costa a piedi,
fermandoci di quando in quando a fare un bagno o riposare all’ombra delle palme,
fino ad arrivare,con qualche ora di cammino,
in una splendida pousada di conoscenti brasiliani
(Emi ed Alessandra, dovreste vedere quanto è cresciuto il pony!)
e dunque ad un porticciolo da cui ripartire alla volta di casa.
A questo punto approfittiamo di questo post per mandare una affettuosa risposta collettiva a quanti, soprattutto su Facebook,
hanno espresso un pizzico di sana e genuina invidia per chi,
come noi,
si ritrova al caldo di questa primavera di Bahia.
Ragazzi,
possiamo solo dire questo:
cercate di mettere qualche soldo da parte perché,
se davvero ve la sentiste di mollare tutto in un futuro prossimo
e di tentare una esperienza del genere,
sappiate che con quello che a Roma serve per comprarsi non una casa ma un posto auto scoperto, qui,
dandosi da fare e usando la testa e la fantasia,
potreste comprare un pezzetto di terra,
magari proprio nei luoghi di cui abbiamo appena narrato,
e mettere su un attività che,
se pure non vi farà arricchire,
può dare tante belle soddisfazioni e offrire la possibilità di godersela davvero.
Noi ci stiamo già lavorando e cerchiamo qualcuno disposto a investire somme contenute,
magari per tirare su un bel centro ecoturistico da queste parti….
Stay tuned! Ora al lavoro che i nostri ospiti, che in questo caso hanno passaporti brasiliani, belgici, australiani e irlandesi,
reclamano giuste attenzioni.
A presto,
Enrico e Giancarla.


P.s.: purtroppo al nostro ritorno la piccola Iside si è ammalata e,
dopo aver combattuto come una tigre contro i parassiti che la hanno assalita,
ha chiuso gli occhi esausta e ci ha privato della sua dolcezza e intelligenza.
La natura è bella quanto crudele alle volte,
ma almeno lei è giusta e tratta tutti allo stesso modo.
E, quanto a noi, abbiamo fatto il possibile, ma non è bastato…
le nostre lacrime ci ricordano quanto sia complicato amare anche una creaturina di 100 grammi,
ma va bene così.

2° p.s.: a proposito di facebook, chiediamo scusa agli amici a cui ancora non abbiamo risposto ma qui la connessione va a carbone e usiamo internet soprattutto per lavorare e informarci, oltre che per il blog…

La casa di Leleo