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23/03/2010

Sorpresa!!!

Allora cari miei....solo poche parole e qualche immagine: abbiamo firmato! Quella che vedete qui, a cominciare da maggio, sara´la nostra nuova casa ed il nostro posto di lavoro...

Cosa ci facciamo per ora non lo diciamo ma non e´difficile farsi un´idea...

Contiamo di aprire a inizio luglio, forse prima... se volete venire all´inaugurazione fatecelo sapere!

A presto, E.

16/03/2010

Gasperino, Macchianera ed un fermo no al bullismo!



Per fare felice il mio amico Dario A., noto zoofilo ed intimo del nostro Gasperino, torniamo a raccontarvi alcune vicende riguardanti il suddetto gatto.






Eh,caro Dario, mi duole dirti che per Gasperino sono tempacci...

Sta infatti passando una di quelle crisi che possono segnarti per il resto della crescita e della vita!




Gasperino, purtroppo, è vittima di quella che sta diventando una vera e propria piaga sociale almeno da queste parti, in Italia non so: il bullismo!

Sai com’è, si comincia con la prepotenza sulla merendina… vola qualche schiaffo… ed ecco che il nostro povero ragazzotto si trova in mezzo!

Ce ne siamo accorti perché nonostante lo riempissimo di cibo lui era sempre più magro… poi gli era presa che non voleva più uscire di casa nonostante qui sia il pieno dell’estate e faccia un caldo boia!

In breve le cose sono andate così: il nostro terreno è uno dei pochi in cui non ci sia un cane dal che consegue che tutte le bestie, tra quelle che abitano questo versante della collina, che hanno problemi con le dentature aguzze, se hanno voglia di un po’ di tranquillità, finiscono per concentrarsi all’interno delle nostre pertinenze.

Tra queste vi è anche colui che è diventato l’amico nemico giurato di Gasperino, ossia il cattivo Macchianera!


Macchianera è un gattaccio nero, un po’ più grande di Gasperino, ha gli occhi gialli e le unghie lunghe e affilate, e ad incontrarlo di notte non lascia tranquilli. E’ così sfuggente col suo passo acquattato che ti sfila affianco e non lo vedi quasi! Neanche una foto sono riuscito a scattargli, manco fosse un boss della mala!

I perditempo, là sotto al bar, tra una partita a domino e una birra blaterano che Macchianera non esiste e che è solo un prodotto della impressionabilità locale.


Un paio di ciufoli Dario mio! Io mi ci sono trovato faccia a faccia un paio di volte e ammetto che sono passato sul’altro marciapiede, altro che impressionabilità popolare!


Comunque, quanto a Gasperino, agli inizi tutto bene anche perché la vaschetta dei croccantini era sempre piena a causa di un riflesso condizionato di Giancarla che, manco fosse un dispositivo a galleggiante, gliela riempiva al sol vederla mezza vuota che così bello de mamma cresce.

E allora lui a fare lo splendido con Macchianera e gli altri… “dai che ce n’è per tutti! Bastano due fusa e qua facciamo il pieno! “…

Purtroppo la bisboccia è finita quando Giancarla si è resa conto che avevamo a bilancio più whiskas che un gattile comunale.

All’inizio Gasperino aveva la fortuna di mangiare giusto se, all’ora della razione, Macchianera non era nei pressi, ma dopo qualche tempo le regole erano cambiate e Macchianera aveva iniziato a pretendere che non solo il nostro gli lasciasse il proprio pasto fino a quando lui non fosse passato a prenderselo, ma a quanto pare gli aveva anche imposto l’obbligo di fare la guardia al frutto dell’estorsione contro formiche, altri gatti, iguane etc… una vera ingiustizia come puoi capire!

Fatto sta che adesso le prende dagli uni e dagli altri. E che io non so cosa consigliargli.

Mi ha fatto anche litigare con Giancarla ma ne è valsa la pena: se non la fermavo per tempo quella matta voleva andare a parlare con la padrona di Macchianera!

Povero Gasperino, sai che figura, lo avrebbero fatto soggetto per i prossimi 10 anni qua intorno! Io gli dico di cercare di farsi rispettare ma come fare che te lo pistano quanto l’uva ogni volta che apre bocca per protestare?


Mena per primo e fallo bene…macchè, questi sono gatti mezzi randagi e hanno riflessi che quando Gaspare comincia appena a pensare di fare una cosa del genere, te l’hanno già bello che gonfiato un’altra volta!

Crescerlo in una campana di vetro no!

Tra l’altro già puzza che fa schifo all’aria aperta…

Indurlo ad appassionarsi di arti marziali, autodifesa… lasciamo perdere che poi te lo corcano pure là e la doppia razione mi pare eccessiva…
Che poi Gasperino, sebbene odi il suo aguzzino per tutte le vessazioni ricevute, al tempo stesso, come spesso curiosamente accade in questi casi, è fortemente attratto da Macchianera!

Perché Macchianera sta in giro tutte le notti, sa transitare nei terreni con i cani che conosce la lunghezza di tutte le catene e quale cane è legato e quale no, è un formidabile cacciatore e non ha paura di nulla! Sarebbe pure simpatico, insomma, peccato sia un tipo decisamente affamato e manesco!E così mi sono ritrovato senza sapere cosa dire e senza un consiglio sensato da dare a chi ne aveva più bisogno. Non è stato un momento facile! Confesso di essermi sentito un po’ vecchio e inadeguato.

Ma poi per fortuna, caro Dario, è occorso un evento che ha risolto tutti le nostre preoccupazioni e, soprattutto, ha consentito a Gasperino di tirarsi fuori dall’angolo in cui il nostro si era improvvidamente cacciato.

Accanto a noi, infatti, è venuta ad abitare una zitellona di mezza età con un felino osceno, non ce la fa a salire su un albero neanche se ce lo lanci ed ha una faccia tanto addormentata che a confronto Gasperino sembra Steve Mc Queen ne ”La grande fuga”.

E’ stato sufficiente abbassare drasticamente qualità e quantità delle razioni di Gasperino a far sì che le attenzioni dei suoi coetanei si spostassero rapidamente sul nuovo arrivato. Lui è stato bravissimo nel cominciare a prendere in giro questo malcapitato e ad evidenziarne ad ogni occasione i difetti e le debolezze. E Macchianera e gli altri giù a ridere e ad aggattirsi contro quell’enfisema inadeguato alle durezze della vita selvaggia di queste alture boscose!

C’è da sperare solo che quest’ultimo resista per un po.’

Non è cinismo caro mio, ma senso pratico di italianissimo marchio che sono fiero il mio cucciolo apprenda!!!

Perché, come direbbe Homer, ricorda: l’importante è poter sempre scaricare i problemi su qualcun’altro!

Oppure, dicendo la stessa cosa ma con la prosa e la classe di uno che sa scrivere:
“A questo mondo c’è sempre lo stesso quantitativo di fortuna e di jella. Se la cattiva sorte non capita ad uno, sta tranquillo che capita ad un altro. C’è sempre lo stesso quantitativo di bene e di male. Non possiamo sradicare il male, possiamo solo sfrattarlo, costringerlo a spostarsi altrove. E quando quello trasloca gli va sempre appresso un po’ di bene. Non possiamo mai alterare il rapporto tra bene e male ma possiamo solo tenere le cose in movimento affinchè né le une né le altre si solidifichino. Perché è allora che bisogna avere paura. La vita è come uno stufato, devi mescolare spesso altrimenti la feccia sale tutta in superficie.”(Tom Robbins, Natura morta con picchio).

E questo è quanto, caro Dario!




Con affetto,

Enrico




P:s.: aho, ma è vero che in Italia adesso siccome ci sono le elezioni hanno sospeso tutte le trasmissioni di politica e anche quelle 4 voci che erano rimaste sono azzittate!?!? Ma è vero che addirittura un giocatore ha bestemmiato in campo ma poi si sono accorti che non era vero e quindi ora vi volete tutti più bene? Oh ma è vero che un centinaio di parlamentari per lo più cattolici si sono offerti spontaneamente per un test antidroga,poi uno è risultato positivo e adesso non vogliono dire chi è? Aho, ma è vero che un corista del vaticano faceva da pappone per quelli del giro di Bertolaso e della massoneria cattolica? Mi sa che da noi non solo se mangia merda, quello accade anche altrove, è che neanche danno mai una mescolatina . Sicuramente deve essere colpa del bullismo, l’ha anche detto il tg, mi pare. Quando vuoi qui, per te, un’amaca e un lavoro di fatica se trova sempre. A presto fratello mio. E.




P.s.2: solidarietà a Jonathan che neanche conosco, arrivato al Morro con due valigie di vinili per fare il dj e poi scoprire che su tutta l’isola, dico tutta l’isola, c’è solo un piatto/giradischi! E che quindi lui non può mixare un bel nulla. Siamo al Morro vecchio mio, bisogna sempre fare i conti con l’imponderabile! Sempre! E via di questo passo….

25/02/2010

O carnaval




Morro De Sao Paulo, 17 febbraio ’10

Ebbene sì, è arrivato il carnevale!

Ed era pure ora che altrimenti qua i locali mi si deprimevano!

In Brasile, e con un piglio del tutto particolare in Bahia, questa festa scatena le passioni più incontrollate e folli, ci si riversa nelle grandi città al seguito di carri enormi e gruppi immensi di ballerini di samba per una festa sfrenata e incontenibile che dura quasi una settimana e dove, tra sfilate, concerti e megafeste, una folla enorme, accaldata e compressa vive un’esperienza stravolgente.

L’isola, in questi giorni diventa un incanto: i più esagitati vanno a Salvador e i turisti ed i viaggiatori stranieri che fuggono dai prezzi spropositati del Carnevale cittadino ed i Bahiani in cerca di pace approdano sorridenti sulle nostre placide coste.

E’ così che abbiamo conosciuto un altro italiano trapiantato in Bahia il quale, essendo un disegnatore, per qualche giorno ha preferito il Bungalow che io e Gianca abbiamo abitato fino a gennaio rispetto alle comodità della sua casa di Salvador.

Il bello è che avevamo in casa un suo disegno e non lo sapevamo! Vedi alle volte il caso.

Comunque, seppure qui la festività non veste i fasti della capitale, anche nel nostro paesello tropicale ci diamo da fare per garantire una decorosa celebrazione.

Lo scorso anno ci eravamo fregiati dell’onore di aver fatto parte del ”Bloco Que Onda brother!” messo insieme dal buon Sena, che riuniva chiunque volesse bere, ballare e cantare per le vie del centro previo conferimento di magliette commemorative in puro nylon a costo sociale.

Quest’anno, per non essere da meno, abbiamo compiuto il salto definitivo all’interno del “Bloco” che forse più ci rappresenta e appartiene.

Quello delle “pirighetas”, credo si scriva così ma non ci giurerei, termine utilizzatissimo per descrivere coloro i quali e le quali, un bel giorno, “virano” a fare la vita...

ossia un misto tra prostituzione e accompagnamento neanche retribuito, spesso giusto per garantirsi una vita più agiata o per continuare la caccia a quel gringo che magari ti sei bella/o che sistemata/o.

Caratteristica del Bloco delle Pirighetas, e qui casca l’asino, è che tutti i componenti debbono agghindarsi in maniera tendenzialmente oscena travestendosi da donna se si è uomini e viceversa.

Carlito non era neanche male con quella parrucca rossa alla Jessica Rabbit, peccato il pizzetto ma tanto dopo la quinta cachassa nessuno ci fa più caso; faceva comunque meno impressione rispetto a Marcos (l’insegnante di Muai Tai dell’isola credo si chiami così): un metro e novanta di massa corporea imponente e testa lucida come la sfera di una zingara costretti praticamente in tutù; quanto a me minigonna e cappellino, che ho rischiato brutto un paio di volte in capo alla serata.

Manco a sperare di passare inosservati visto che il Bloco era aperto da una sfavillante Giancarla, tornata in cima ai suoi redivivi trampoli, edin buona parte composto dai ragazzi e le ragazze della scuola di percussioni del Morro De Sao Paulo.

Appuntamento sotto casa di Carlito, il Mestre di Capoeira dell’isola, accanto alla premiata Pousada Varanda Do Sol alle 4, anzi facciamo pure 4 meno un quarto.

Partenza effettiva del Bloco, ore 6 e mezza circa, col buio.

Meglio perché i visi erano già mezzi sfigurati dall’alcool ed i trucchi, dopo due ore di attesa a passo di samba, al momento del’effettiva partenza erano oramai colati pietosamente su corpi sudaticci e incipriati.

Un’umiliazione.

Anche perchè, eccezion fatta per gli appartenenti alla scuola di percussioni, statutariamente obbligati, non sono poi molti quelli disposti a farsi il giro del villaggio in greppier , anche perché in un paesino della Bahia quale è il nostro, la gente è pregna di un machismo tale da essere superato giusto da quello riscontrabile in un baio di bracci speciali a San Quintino.

Alla fin fine è un atteggiamento quasi innocuo, totalmente naturale. Qualche tempo fa , in spiaggia, a dei ragazzi è partita una pallonata che è andata a fermarsi contro Giancarla, allungata a prendere il sole; il tipo si avvicina ed invece di rivolgersi a lei, molto educatamente, si scusa con me che rispondo che non fa niente, che è un modello vecchio che comunque la dovevo portare dal carrozziere e che stavo anche pensando di cambiarla con qualcosa di più recente. Non ha capito e si è allontanato un poco frastornato.

Ma tant’è che all’inizio eravamo solo i più duri e puri (ossia quanti oramai non hanno più una reputazione da proteggere) a beccarci il dileggio e le malizie dei nostri compaesani.

Ho notato che i più cattivi sono i bambini che abitano queste stradine e che io e Giancarla conosciamo per nome. Ridono di gusto, lo fanno con fragore e non sanno nemmeno lontanamente mostrare un pizzico di compassione.

A seguire tutti gli altri.

Beh, noi ci siamo divertiti un bel po’ ed alla fine abbiamo riscosso il plauso della comunità di cui, senza passare inosservati, facciamo parte.

Il bello è stato che, nonostante la passeggiata in programma non andasse al di là della zona turistica e centrale dell’isola, sulla spinta delle persone che si erano via via unite a noi e che ci accoglievano nelle strade,abbiamo finito per percorrere in lungo e in largo tutto il villaggio, finendo la nostra festa, quando era oramai notte fonda, in cima alla collinetta iper affollata che ospita il popolo nativo.

Qui la gente ha riserbato per questa visita inattesa un calore particolare, sorpreso e spontaneo; e anche chi era andato a letto che qui la mattina ci si alza presto che son tutti lavoratori, è saltato giù dal materasso, ha afferrato una birra in frigo e si è gettato a ballare intorno ai tamburi urlanti.
Giancarla è stata spettacolare e ha fatto impazzire i bambini del Morro che da tempo l’hanno ribattezzata ”Perna do Pao”( letteralmente “Gamba di Legno”): ha camminato e ballato così tanto in cima a quei trampoli lasciati da ormai un anno a prendere polvere che a fine serata aveva le piaghe lungo gli stinchi.

Ora dobbiamo proprio lasciarvi che il Carnevale dura poco ed ora c’è da visitare quello organizzato a Gamboa, dove fanno le cose sul serio e invece di affidarsi all’inventiva perversa di un gruppo di senza speranza quali noi siamo c’è un carnevale con carri, feste organizzate e ricchi cotillons.

Grazie a dio il materiale fotografico relativo alla sfilata è scarso e di difficile reperibilità il che risparmia a mio padre un altro colpo duro. Ciò nonostante, se trovo una foto preferibilmente non oscena atta alla pubblicazione, non mi tiro indietro e la metto.

Ragazzi,uno schianto,una pupa d’altri tempi, roba da non credere.

E sono riuscito pure a litigare con Giancarla che le ho rovinato i trucchi!

Tutto questo,anche per merito delle generose ballerine brasiliane che accompagnavano il gruppo, lasciando inalterata la percezione di eterosessualità che avevo, riguardo me stesso, precedentemente alla nottata in minigonna e toppino.

Con uno psicanalista ti ci vorrebbe un secolo ed un pacco di soldi, qui, giusto sputtanandoti un po’, prendi un tabù, lo appallottoli e te lo getti alle spalle.

Sarà il samba!

Baci.

E.

P.s. per Luca, 40 anni circa di Napoli:

Stella, ho a casa mia un reggiseno bianco, taglia quarta, credo tuo; e ad ogni buon conto non mi piace quando Giancarla torna a casa e tira fuori alla propria borsa intimo appartenente ad un altro uomo!

15/02/2010

Tramonto al Morro di questi tempi....

Senza parole...

I (cuoricino) Bahia!!!




Dai, di corsa che il tempo stringe!!!
Allora, la nostra unica cartuccia per giocare al tiro a segno con la sorte, da ieri, ospita Stefano, di Napoli, che quando non veleggia intorno a Palermo o gestisce un Bar creativo a Bologna (ha una sala dedicata allo Yoga, alle attività circensi e non so che altro) se ne va a spasso in luoghi caldi… e che per motivi di Privacy, da ora in poi, chiameremo S..
E allora quale anfratto migliore che il Morro De Sao Paulo, perla della Bahia, nel cui guscio,tra pochissimi giorni, prenderà vita il Carnevale, seguito dalla consueta “Ressaca”, la quattro giorni no-stop in cui Bahiani e buongustai di mezzo mondo vengono a strascicare le membra, sfiancate dalle sfilate di Salvador, fino sulle nostre spiagge per un ultimo spasmo di festa.
Ad accompagnarlo alla nostra porta alcune amicizie comuni, peraltro piacevoli, e Giancarla, che al momento del suo arrivo era a famelica caccia di clienti per il rifugio di nostra pertinenza.
Certo, tutto questo trambusto con il nostro unico cliente ha scombussolato colei che mi conosce la quale, in un solo secondo, stile matrix, ha visto scorrerle sotto gli occhi tutte le mie indolenze passate,sperimentate sulla pelle durante la gestione della gloriosa pousada Varanda Do Sol (i posteri chiedano pure in giro che certe voci sono dure a cadere nell’oblio…)… e ora ci sono da fare i progetti sul futuro…!!!!
Sostanzialmente, ed in memoria della avvincente esperienza forense trascorsa, l’accusa si sostanzia nella identificazione del sottoscritto quale individuo tendenzialmente inaffidabile e pigro, scarsamente dedito alle attività di comune incombenza!
Praticamente un Principe Torlonia, come avrebbe detto mia nonna Santina, che con siffatti nipoti riposi in pace!
Non so, forse ha anche ragione dal proprio punto di vista che,tuttavia e drammaticamente, non è il mio…
Un principe poi.., io!?
parafrasando Tom Robbins,
diciamo che magari non sono un principe,
semmai un’esca per draghi gay…!
E che diamine!
Mica solo le principesse hanno diritto e castigo di esser relegate al medioevale quanto romantico ruolo di bocconi prelibati per creature terrificanti e fantasmagoriche!
E allora, dico io, anche un Principe, dici tu, a tutti gli effetti quale io sarei, ha diritto all’utilizzo del più opportuno appellativo potendovi legittimamente aspirare!
Dico io, 34 anni appena compiuti, milite esente e automunito (in Italia, qui ho la cariola), non bevo,non fumo (…come se cancella qua !?!?...), laureato (che serve sempre), con vari interessi nel tempo libero…!
Ma con Giancarla non attacca…
Quindi basta cazzate che me ne devo tornare a passare lo straccio in cucina che può essere che recupero qualche punto.
Magari le regalo un paio di scarpe.
‘Azzo qua andiamo scalzi.
Oh, è un po’che non me ne gira una!

Come sulle magliette:
I (cuoricino) Bahia!
Ciao.
E.

p.s.: per tutti i maschilisti in agguato:
quale straccio!? tranquilli ragazzi (e anche, spesso, ragazze), torno al mio vino argentino ed allo stereo!
Subito dopo, cioè…

10/02/2010

Bungalow for rent/ em alugo/ en alquiler/ insomma, in affitto!

Alugase bungalow (alugo diario, semanal, mensual) no centro do Morro para 2/3 pessoas (com cama casal + cama solteira ou benço), banheiro, TV, pequeno fogao, geladera, churraschera, ventilador, rede, sofà, vista para o mar.

Se alquila (para dias, semanas o meses) Bungalow en el centro del Morro de Sao Paulo para 2/3 personas (cama doble + cama singular o oscila), cuarto de banho, TV, pequeno fogao, nevera, barbacoa, ventilador, rede, sofà, vista por el mar.

Bungalow for rent (diary, weekly, monthly) in Morro De Sao Paulo: for 2/3 people (double bed + single bed or), with bathroom, TV, camping kitchen , Frigidaire, BBQ, fun, hammoc, sofa, see view.

Bungalow in affitto diario, settimanale o mensile, nel centro del Morro De Sao Paulo,per 2/3 persone (letto matrimoniale + letto singolo o culla), con bagno, TV, cucinino, frigo, barbeque, ventilatore, amaca, divanetto, vista mare.

BEIN BARATO – BIEN BARATO - REALLY CHEAP – PREZZO ECONOMICO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Enrico e Giancarla

(75) 91678103 – e mail: enricorossi@yahoo.it – Blog: varasol.blogspot.com

08/02/2010

Luna, vodka e botte.




C’è da dire che si è trattato di una luna gialla e gonfia al punto di scoppiare!
Una pustola tonda e bitorzoluta, dispersa in un mare di lentiggini scintillanti, che ha dato vita alle spiagge manco fosse giorno, ha inchiodato in basso le maree, ha fatto capolino in ogni samba che si sia ballata sull’isola, ha accompagnato a casa anche l’ultimo nottambulo ciondolante lungo i sentieri che risalgono la collina fino a congedarsi, sfacciatamente vanitosa, con un fugace riflesso in ciascuna delle gocce di rugiada che, alle prime luci dell’alba, se ne stavano ancora aggrappate alla propria foglia, quiete e penzolanti nell’attesa dell’inizio di un nuovo giorno.
Gli influssi lunari su me e Giancarla sono stati i più vari: insonnia, variabilità umorale intensa con esaltazioni mistiche alternate a depressioni cosmiche, fenomeni di lucenazione in Gianca, una puntina di licantropia verso la mezzanotte per quel che mi riguarda che ad onor del vero avevamo anche mangiato pesante.
Ma con la luna nuova non potevano che arrivare le novità: con un trasloco a mano che è durato una giornata intera abbiamo lasciato il bungalow e ci siamo trasferiti nella nuova casa che ci ospiterà fino a fine giugno.
E’ veramente bella con tante parti in legno, piena di finestre luminose ed i balconi affacciati sul mato.
Insieme alla casa abbiamo preso possesso di un altro bungalow color crema che abbiamo già iniziato ad affittare: un piccolo nido con veranda ed amaca.
Le prime ad esserselo aggiudicato sono state due studentesse poco più che ventenni di Santiago del Chile, Valentina e Mimì, con le quali conversiamo di musica e ripassiamo un po’ di spagnolo.
Ben arrivate, vediamo dopo a chi tocca!!!
Ovviamente abbiamo inaugurato questa nuova attività recettiva nel modo migliore, ossia chiudendoci dietro la porta del bungalow con chiavi e bagagli delle ospiti dentro.
Loro, se anche avessero avuto qualche dubbio, si sono dovute fermare ed a me è toccato smontare un pezzo di tetto e calarmi in casa tipo topo d’appartamento.
Giancarla, nel mentre, esprimeva a fasi alterne incoraggiamento e dileggio per questo babbo natale senza comignolo ed oramai fuori stagione.
Anche se non ce lo siamo detto subito è stato emozionante ritrovarsi, a distanza di qualche mese e con tutto quel che è successo nel frattempo, ad accogliere nuovi viaggiatori, a curiosare circa le loro storie ed a scoprirne le idee piuttosto che i gusti.
Insomma a condividere, seppur fugacemente, qualche attimo dell’esistenza di quelle persone che il fato, a braccetto col nostro karma, decide di portare fino a noi.
Beh, ci mancava tanto.
Forse ce ne siamo resi conto solo ieri.

E ricominciamo allora.
Magari dando a chi ci legge lo stesso consiglio che abbiamo dato stasera alle nostre prime visitatrici: prendete un mango maturo e fatelo a pezzi,con tutta la buccia; aprite un maracujà e con un cucchiaio estraetene il contenuto, aggiungete un cucchiaio di zucchero di canna, del ghiaccio, e frullate il tutto a velocità media; colate quanto ottenuto in un passino, versate.
Ora due raccomandazioni importanti: sappiate che è empiricamente provato come i semini del maracujà (o frutto della passione che dir si voglia),dolciastri e piccanti al tempo stesso, diano assuefazione e tolgano la voglia di lavorare in caso se ne fosse affetti; secondo poi evitate di aggiungere al miscuglio della vodka ghiacciata a meno che non abbiate già fatto un pasto completo (la colazione va bene purchè abbondante, tipo caffè e sigaretta).
Picchiate vostro figlio (noi non avendone ci rifacciamo su Gasperino).
Uscite di casa, respirate profondamente e assaporate quanto può essere meravigliosa la vostra giornata.
Oh, che ne so, dicono che qui funziona.
Baci e un fiume di energia su tutti voi.


E.

P.s.: se non sapete dove diavolo trovare mango e frutto della passione prendete due arance,una coca cola oppure lo sciroppo per la tosse , non conta, mi raccomando la vodka però.

18/01/2010

Ce mancava solo Osvaldo!


Caldo di brutto da queste parti.
Per fortuna di notte, ogni tanto, scarica qualche secchiata d’acqua a pulire la sabbia delle strade e a dare un’annaffiata al mato.
Nel frattempo tre ostiensi doc hanno messo piede sull’isola e, dopo un approccio esaltante, a quanto mi si dice, alla prima serata mi sono finiti subito al tappeto!A quanto pare il signor Bacardi Oro se li è lavorati ben bene ai fianchi fino a che, quando ancora credevano di essere in partita, li ha mandati dritti al tappeto con un ultimo diretto ben assestato.
Per fortuna c’è tempo per rifarsi ed i nostri sapranno sicuramente farsi valere.
Quanto a me e Giancarla siamo altresì reduci dalla una festa di compleanno di una persona piuttosto particolare e che qui al Morro è una sorta di autorità quanto ad anzianità di frequentazione ed a storia personale .
Questa nostra amica possiede una bella villa, annessa piscina e con una vista strepitosa del tramonto di Gamboa, del Faro e del porticciolo di Morro.
Inutile dire che anche qui c’era da divertirsi. Poi uno sirendeconto di quanto sia importante avere all’angolo la persona giusta. Tant’è che Giancarla, con tono affettuoso ma fermo, invitandomi a rivestirmi ed a salutare educatamente ha interrotto l’incontro giusto giusto quando il Signor Smirnoff stava caricando il destro.
Anche in questo caso, sicuramente, il Signor Smirnoff avrà l’occasione di rifarsi.
I nostri visitatori, per smaltire la sbornie hanno saggiamente e pazientemente scelto l’amaca (fra l’altro sono ospitati presso la gloriosa Pousada Varanda Do Sol!!!).
Io e Giancarla, masochisticamente, ci siamo portati la resacca fino alla lezione di Capoeira della sera, che ci ha visto tirare il fiato immersi in una pozza di sudore e col retrogusto di vodka in bocca.
A parte queste innocenti evasioni stiamo conducendo una vita sana. Io alle volte mangio persino della frutta se imboccato.
Ammazza quanto è buono il mango.

Se qualcuno fosse interessato, vendiamo zanzare. Ne abbiamo in quantità e qualità varie. Ritiro in loco.
Ah, dimenticavo! Per la gioia di quanti sognano inutilmente quanto banalmente un nipotino, posso comunque comunicare che la famiglia si è allargata: esattamente sotto al nostro Bungalow si è ricavato una simpatica cuccia il nostro Osvaldo.
Osvaldo, che ad un primo sguardo sembra avere le fattezze di un lucertolone di un metro, è effettivamente un lucertolone bello grosso. Però in compenso è timido, scappa come ci avviciniamo, tiene lontani i serpenti ed i Testimoni di Geova e fa compagnia a Giancarla quando stende i panni.
Osvaldo, peraltro, adora le uova sode e sembra gradire il flauto dei Jetro Thull che con tanta armonia sgorga dalle casse e si disperde nel verde fitto della vegetazione qua intorno.
Vabbe´dai, ci si vede presto!
Um abrazo,
E.
P.s.: siamo senza collegamento internet e tendiamo ad essere un po´ latenti in questo momento! Comunque, se ci cercate siamo, quelli nelle foto sono la nostra casa ed il bungalow che affitteremo a partire da fine gennaio... armatevi di un macete dalla lama affilata e veniteci a cercare!



11/01/2010

RIECCOCI!!!!!!!

Morro De Sao Paulo, 10 Gennaio 2010




Atterrati nel mezzo del capodanno di Salvador De Bahia dopo rocambolesco trasferimento in tempi di verosimigliante terrorismo, rieccoci, finalmente, sulla nostra isoletta!


Tre capodanni in una botta sola! Tanto per cominciare alla grande! Il primo alla mezzanotte italiana, cotti di sonno ed in volo sopra all’Atlantico.

“Auguri amore”.

“Fai azzittire questo mostriciattolo qua dietro, non ne posso più”

Il secondo un’ora dopo. Conto alla rovescia del Comandante in persona.

Mi sembra giusto: compagnia aerea portoghese, fuso orario portoghese!

“Auguri”

“Neanche un prosecchino allungano ‘sti purciari”.

“31 dicembre, volo economy”.

Passaporti, bagagli, taxi con il fido seppur sconosciuto Paulo Mesquita il quale, spronato dai rimproveri telefonici della moglie accannata da sola ad un veglione, ci ha scaricato al glorioso ostello “Galeria 13” di Salvador giusto in tempo per la mezzanotte ora locale di Bahia!!!

E fanno tre!

Però quest’ultimo capodanno termina a spasso sulle spiagge di Barra, dove i Bahiani vanno, tutti rigorosamente vestiti di bianco, ad offrire fiori e frutta a Jemanjià, la dea del mare; dove vagabondi e turisti, nonne e nipoti, ballano fino al mattino sotto lo sguardo indifferente e calmo del Farol, sommersi dalle grida e dai profumi che si levano dai carretti degli ambulanti e ubriachi dell’estate appena cominciata.

Il Morro De Sao Paulo, subito dopo.


Una cascata d’affetto che ci ha avvolto in spire morbide,

e ci ha commosso nella sua spontaneità.

Il Bungalow è Ok!

Sebastian ne ha avuto cura e già la mano di Giancarla sta tornando a donargli quel qualcosa di impercettibile, ma per noi essenziale, che si era un po’ dissipato durante la nostra assenza.

Fantastico Sebastian: si è preso cura di Gasperino, del terreno e della casa ed ha pure sostituito la guarnizione della moka, irrimediabilmente consunta, con un doppione ricavato dalla corteccia di un Banano.

Vedi ad avere l’aiuto di un artigiano rasta e della sua dolce compagna Morgana!

E la macchinetta rappezzata, vi giuro, con la affidabile miscela “Santa Clara” fa un caffè superbo!

A fine mese una casa più grande, in mezzo al lembo di foresta che degrada verso il centro del villaggio.

Ed un Bungalow da affittare a chi capita da queste parti.

Nel frattempo ci godiamo le prime gradite visite, riprendiamo a fatica a praticare capoeira, sprizziamo un milione di sogni e di idee, ci godiamo il tramonto a mollo nelle piscine naturali della quarta praia;

riorganizziamo le idee insomma.

Sei mesi parecchio tosti alle spalle, anche se magari potrebbe non sembrare.

Conti salati.

Comunque, nulla da ridire.

Ora gioia ed impazienza.

E curiosità, di sicuro.

Di vedere cosa ci offre a questo giro il Morro De Sao Paulo e che cosa chiede indietro.

Sappiamo solo che questo villaggio sperduto è incredibile davvero.

Tanto solare ed affascinante, almeno per noi, che al cospetto di tanta bellezza finiamo per inibirci e temere che un qualsiasi tentativo di esprimersi o comunicare l’armonia che i sensi percepiscono, debba risultare frustrato dalla delicata semplicità del modello.

Per fortuna, nel frattempo, sovviene una piccola consapevolezza confermata ed acquisita proprio grazie alla frequentazione di questi luoghi e queste genti:

che,

come dice spesso uno scrittore particolarmente caro a me e Giancarla,

la libertà è leggerezza.

E quindi, per festeggiare il caleidoscopio di sguardi, colori e voci che inebria chi percorre per mano il viale di sabbia che porta in spiaggia, ”One Love” di Bob Marley a tutto volume, saltando.

Buon 2010 e che la forza sia con Voi.

A presto,

E.

P.s.:

Gasperino appare in buona forma ed a tratti educato. Evidentemente le cure del precettore argentino, che gli abbiamo scelto per mitigare la cultura prettamente europea di cui lo abbiamo infarcito, hanno avuto successo. Unica pecca del ragazzo l’essersi accasato una gattina di pochi mesi di vita con la quale divide letto e scodella ed azzarda precoci giochi affettuosi lontano dagli occhi indiscreti della Buoncostume locale. Insomma se la sta crescendo a dovere denotando una lungimiranza che non gli riconoscevo.

Questa giovane Lolita forastica si chiama Grenhule (o qualcosa del genere) a causa del personaggio di un libro che Morgana adora, e per ora sta con noi.







08/05/2009

"Sorry, we are closed!"




Tanto vale raccontare cosa è accaduto in questi ultimi tempi!
Senza perdersi in ciance retoriche circa la sporadicità, oramai cronica, delle apparizioni su questo blog, nè tanto meno incedere sugli squallori sempre nuovi che giungono alle nostre orecchie, fortunatamente non avvezze a siffatte tristezze, da madre patria.
Fatto sta che solo ai primi, piovosi, di maggio troviamo il tempo di fare “capoccella” dalla nostra finestrella targata Bahia per coccolarci nella vostra familiare compagnia.
I mesi recenti, dicevamo, sono stati particolarmente intensi:
ulteriori e significative visite e conoscenze hanno arricchito il variopinto panorama delle nostre vite brasiliane.
La pousada Varanda Do Sol, poi, ha fatto la brava, dobbiamo riconoscerlo!
E nemmeno sarebbe giusto attribuire il merito della insperata resistenza
alle amorevoli cure cui la abbiamo sottoposta.
Nonostante al timone oramai non ci fossero che due nostromi stanchi e desiderosi di godersi l’estate del Morro de Sao Paulo (mamma mia!!!),
la nostra cara casa/pensione è riuscita a sopportare il peso di tante e tantissime persone che da ogni parte del mondo sono venute a farsi ospitare da queste parti,
per poi cedere di schianto negli ultimi giorni del glorioso esercizio,
un qualcosa a metà tra il maratoneta esausto che tagli traballante il traguardo
e la macchina dei Blues Brothers a fine pellicola!
E ora, dopo tanto amore e odio, siamo finalmente rimasti da soli con lei,
e possiamo prendercene cura prima di lasciarla in altre mani, a fine mese.
Casa è bellissima e spande musica a tutto spiano da quando ho trasferito tutto l’impianto del Bar tra queste quattro mura ed il terrazzo.
Non ha prezzo, in certe sere, osservare il placido passeggio dei mille personaggi colorati che, in opposti flussi, percorrono la curva cui la nostra pousada fa da sponda, lungo la stradina sabbiosa che conduce dalla”favelita” al mare e viceversa.
Si sta davvero bene da queste parti, se ci si organizza un po’e non si ha eccessivo terrore dei serpenti velenosi che abitano le foreste dell’arcipelago (non sto scherzando!).
Il punto è che, nonostante le inevitabili incombenze quotidiane, ultimamente abbiamo potuto goderci di più questo posto speciale e, una volta avvicinatosi il momento di abbassare la serranda,
abbiamo riassaporato fino in fondo il gusto di gestire una piccola guest house,
alle spalle di una delle spiagge più frequentate ed obiettivamente belle del Nordeste.
Nel frattempo ci siamo concessi qualche giorno a Barra Grande e una esperienza circa quanto possa essere avvolgente la bella e decadente Salvador De Bahia.
Ora siamo a riposo, o quasi.
Questa è una serata cominciata con musica fine anni 60’:
si oscilla con i Doors e ci si salda con vino cileno e Beatles,
per sfumare, a notte fonda, con Jeff Buckley e giù di lì….
mentre la pioggia continua a scrosciare senza soluzione di continuità alcuna,
piegando tutto ciò che incontra verso il basso,
con la lucentezza dei lampioni fiochi della rua.
Giancarla, puntando l’amaca verde,
ad un libro ha inaspettatamente preferito una coperta leggera,
femminile previdenza per una inusuale umidità autunnale;
da un’ora e più dondola addormentata al suono di musiche d’altri tempi e,
sospesa,
riflette a cantilena la propria ombra sottile,
di bozzolo oscillante,
sul pavimento della veranda,
allagato al punto di ospitare un paio di ranocchie redivive dopo le calure estive.
Domattina le foreste alle nostre spalle,
ad oggi superstiti della speculazione selvaggia che non risparmia questi luoghi,
risplenderanno di un verde dissetato e forte,
e nuovi torrenti apriranno un varco nel mato per gettarsi nelle acque della quarta praia.

E noi getteremo i piedi giù dal letto dritti sulla sabbia,
per andarci a godere ancora una volta la dolcezza e l’armonia di queste genti e di questi luoghi.
A presto,

E.

P.S.: quanto a Gasperino,
mi sembra giusto,
come tutti i figli odiosi campa ancora a carico nostro ma avanza pretese di indipendenza e riservatezza.
Il che significa, ovviamente, che vive, mangia e sporca in casa nostra, compie atti osceni sul divano!
Non contento ha preso pieno possesso della stanza n° 1,
la quale ha notoriamente il pregio di essere allocata accanto al ”fu” angolo Bar,
e vi porta un po’ chi o cosa gli pare,
a partire dalle proprie prede di caccia
(non esattamente faggiani e lepri, più spesso bacarozzi, granchi, blatte volanti etc..)
fino a giungere alle conquiste amorose o che dir si voglia.
Costui fa uso dell’abitazione a proprio piacimento, con totale sfrontatezza e,
debbo dire,
con la silenziosa acquiescenza, indiscutibilmente complice, di Giancarla.
Purtroppo il veterinario non acconsente ad una somministrazione forzata di Ritalin,
tenterò con le scosse elettriche.
D’altro canto anche Gasperino, un po’come tutti noi, misura le proprie forze con avversari più grandi di lui!

21/03/2009

Buon autunno a tutti!













Eh sì,
la temperatura , dai 33 gradi secchi di ieri, oggi è bruscamente crollata a 30 gradi centigradi, forse meno;
ben due nuvole sottili e leggere come il soffio della brezza serale, hanno pensato di colorare di rossastro il tramonto appena calato sul Morro,
e anche i delfini, nella baia di Gamboa, sembrano stanchi dei giochi estivi e quasi annoiati dalla placidità dello specchio d’acqua che ne riflette le coste scoscese di argilla rossa.
La sabbia non scotta più come prima e chi ci ha fatto il callo può anche camminare scalzo senza temere di bruciarsi.
Vabbè,
finchè l’autunno è così possiamo pure farcelo andar bene…
anche perché siamo spossati da un’estate incredibile, la nostra prima estate brasiliana a tutti gli effetti!
Anzitutto le visite che abbiamo ricevuto e che continuiamo a ricevere…
E con esse la conferma che persone,
in cui avevi creduto tanto tempo fa ed in cui hai continuato riporre la tua stima ed affetto,
erano quelle giuste e care.
Ed insieme la consapevolezza di quanto,
nonostante una coerenza di fondo,
tutto cambi,
ed in fretta.
Io e Giancarla abbiamo aggiunto tante altre nuove conoscenze interessantissime e gradevoli al nostro personale “guest book”.
Nonostante siamo praticamente scomparsi dal web,
che in qualche modo ci teneva aggrappati a casa,
ci sono tante persone a cui pensiamo tanto,
soprattutto a quelle che hanno visto arricchirsi,
in un modo o in altro,
il proprio nucleo familiare!
E sappiamo che in un paese regredito a una velocità impressionante,
come purtroppo prevedevamo andandocene,
troveremo una bella informata di linfa vitale recentemente atterrata da quelle parti o in vista della pista d’atterraggio!
Il pensiero, naturalmente, corre ai parenti più stretti ed agli amici più intimi,
ma,
anche per evitare di cadere in elenchi sempre incompleti,
volevo scrivere che una sensazione speciale ci viene dal fatto che,
probabilmente,
una di queste gemme è stata forgiata
e comunque accolta nella nostra casa romana,
affidata in nostra assenza alle cure di una bella persona.
Noi, nel nostro piccolo,
abbiamo sfamato quell’essere immondo di Gasperino.
Costui, oramai, pesa quanto un abbacchio e si è trasformato in un carezzevole bandito di strada,
che tuttavia non disdegna affatto le comodità di una casa italiana ed i vizi che vi si praticano con voluttà.
Pertanto se qualcuno fosse interessato ad incontrare questo piccolo opportunista di dubbia reputazione può comodamente cercarlo ad ore pasti ed in occasione delle colossali penniche che il suddetto conduce instancabilmente nel letto del sottoscritto.
Non aggiungo altro.
Il nostro neoacquisto Paolo,
nel frattempo probabilmente in una precedente vita abitava al Morro tant’è che in poco più di un mese è diventato più popolare del sindaco,
ha 13 lavori e duecento progetti e si gode alla stragrande la leggerezza dei suoi 24 anni, passati in buona parte a lavorare in giro per il mondo.
Natalia,
dopo tre mesi di annunci giornalieri circa una imminente partenza,
ci ha spiazzati tutti riempiendo in quattro e quattr’otto lo zaino, legandoci stretto il sacco a pelo
e infine correndo al ponte per il barcone che dopo un’ora e mezza di dondolante trasferimento,
l’avrebbe depositata su di un pullman;
e dopo 3 giorni di viaggio praticamente ininterrotto( 3!!!! )
le cronache mondane la danno a zonzo per Buenos Aires,
già inserita e integrata col ritrovato contesto urbano e
pronta ad inseguire i propri sogni forte della propria beata spensieratezza.
Quanto al Morro che dire se non che qui è successo di tutto,
che nonostante il “Verao” brasiliano sia bello che terminato da un pezzo l’isola è piena e anche la pousada va da sé…
Il panico di capodanno e l’entusiasmo per la stagione che esplode in tutta la sua energia,
il sole di febbraio e le sue lune piene,
le maree estive e la capoeira alla sera…
il carnevale,
con Giancarla ad aprire la “sfilatina” del Morro dall’alto dei suoi curiosi trampoli…
la”Resacca do Carnaval”, vera peculiarità del Morro in occasione della quale il canevale di Bahia si trasferisce sull’isola a mitigare riposo e una festa che non vorrebbe finire mai.
E poi concerti e birre in spiaggia,
acque limpide e bollenti all’ombra di una natura lussureggiante ed incurante del caldo secco e fermo.
Questa la cornice, ma non potete immaginare i personaggi; vale a dire quella congrega di pazzi che sono tutti coloro che, a vario titolo, risiedono sull’isola.
Se questo posto ha ricevuto in dono una grande energia è anche vero che sono questa manica di squinternati a trasformare,
in un modo o nell’altro,
questa energia in qualcosa:
E qui si va da chi vive da otto anni con ciò che la natura gli offre,
in una casa di foglie intrecciate all’interno di una inestricabile laguna di mangrovie e spiagge dorate,
fino a chi per far fronte ai debiti che accolla al proprio destino,
si vende la fede nuziale,
poi finita tra le nostre mani un attimo prima di essere smerciata da un allibratorucolo del posto.
Giusto per accennare due vicende o personaggi di ordinaria amministrazione.
Ma troppe ce ne sarebbero da raccontare.
Vi terremo aggiornati,
tornate a visitarci!



E. & G.



08/02/2009

Che pensavate che ce ne eravamo andati?




Che pensavate che ce ne eravamo andati?

Nooooooooo!
Sempre qui,
anzi più impegnati che mai!
Eh sì perché nel frattempo,

ed è proprio tanto che non ci si vede,
è scoppiata l’estate di Bahia ed il Morro De Sao Paulo,
così come la felicemente avviata Pousada Varanda Do Sol,
appaiono tali e quali ad un treno zeppo zeppo, con la locomotiva impazzita,
che sfreccia tra canti ilari e commoventi addii verso destinazioni radiose quanto ignote!
Forse.
Migliaia di visitatori,

ingordi di relax e divertimento,
percorrono famelici le spiagge roventi e vanno a stemperare i bollori ormonali nelle acque ferme, trasparenti e fin troppo tiepide della seconda spiaggia.
La nazione Argentina,
che conta peraltro una vasta quanto varia comunità locale,
invia in estate le proprie nuove leve e le proprie fanciullesche bellezze ad affollare,
con esiti a volte opposti,
i nostri modesti e pur allegri alloggi.
Gasperino fa schifo.
Una vera delusione.
Insoddisfatto dell’aver rasentato un paio di volte la morte per parassiti,
virus tropicali e affini,
ha pensato bene di alternare le opportunità di morte naturale
procurandosi svariate occasione di seria automortificazione.
Si è tirato giù dal terrazzo che appena camminava,
lo abbiamo schiacciato più e più volte a forza di stare tra i piedi in cucina (almeno io, Giancarla non lo dice ma lo ha fatto anche lei di sicuro!)
e si è successivamente rinchiuso nel frigorifero dove lo abbiamo casualmente rinvenuto con i denti da latte che battevano a tempo di samba ed il terrore negli occhi.
Poi un bel giorno è diventato un ometto:
Giancarla (ma questi sono altri problemi) lo stava ancora allattando con la siringa quando lui, sottrattosi inaspettatamente alle amorevoli cure paramaterne,
s’è divorato un geco intero inoculatamene alla sua portata,
con tutte le ossa,
le cartilagini,
tutto.
Ringhiando dal muso sporco di sangue ad un minimo accenno di interferenza col suo pasto.
Giancarla due settimane dopo,
in un silenzio surreale,
ha riposto le siringhe disuse,
provvedendo ovviamente a lavarle e preservarle accortamente.
Dopo di che le sono usciti due capelli bianchi e da quel giorno non è più la stessa.
Gasperino oramai non fa altro che mangiare e dormire;
al limite si concede alle coccole delle turiste che molesta trascinandosi lascivo per le stanze.
Puzza.
E’ una presenza insolente e mortificante l’immagine dell’attività.
Peccato che le mie considerazioni non vengano raccolte in questa casa dove, a tutti gli effetti, quel bieco individuo la fa da padrone nell’accondiscendenza collettiva.
In compenso,
se Gasperino è cresciuto,
tutti gli altri sono regrediti in maniera impressionante e secondo progressioni logaritmiche che non lasciano preannunciare niente di buono.
Natalia è piombata nell’ennesima fase postadolescenziale che di certo non le consente di spiccare il volo verso nuove consapevolezze.
Tant’è che da circa tre mesi risiede ufficialmente sull’amaca del mio balcone e intende il proprio ruolo di ”ragazza alla pari” secondo il canone baihano di tipo assoluto classico.
Ossia alternare lunghi sonni a intense quanto usuranti festicciole.
La novità è semmai che la nostra artigiana colombiana affronta i dilemmi che una tale prolungata, disposizione potrebbe ingenerare,
ripescando nel bagaglio leggero ma versatile del viaggiatore
vecchie armonie interiori di tipo tarocco new age
che ne sollevano indiscriminatamente la coscienza da qualsivoglia rimorso.
Marli, di questi tempi, non pervenuta.
Giancarla alterna crisi esistenziali,
di chiara collocazione liceale,
ad estatici periodi di trascinante e traboccante entusiasmo!
Peccato che i secondi durino giusto un quarto d’ora.
Poi si ricorda di qualcosa di grave, imputabile a me e, più raramente, a Gasperino
ed allora torna a guardarci sconsolata e gira per casa battendosi il capo e urlando al vicinato che la sua vita è un fallimento e che noi ne siamo i fin troppo ovvi simboli.
Dulcis in fundo e ad adiuvandum il caro vecchio Luchino il quale,
evidentemente saturo dei ritmi europei e delle peripezie australiane,
è venuto a dare un occhiata a come si sta queste parti.
Poi si deve essere improvvisamente reso conto che qua,
comunque e come dice la saggia Natalia,
bisogna lavorare come negri per poter vivere da bianchi.
A questo punto,
essendo Luca un pragmatico,
deve aver pensato che,
per non stressarsi,
è meglio vivere in un posto dove se ti va male e finisci a fare la parte del negro tanto male non si sta e,
oculatamente,
ha fatto rotta per l’Australia.
Non prima,
naturalmente,
di aver insozzato ben bene la cucina ad ogni passaggio,
aver introdotto donne e affini di equivocabile condotta in casa,
aver sapientemente indispettito buona parte delle donne della casa con comportamenti di Homeriana memoria ed aver lasciato conti in sospeso.
Devo dire che l’ho trovato abbastanza in forma e chi lo conosce sa di cosa vado farneticando.
Grazie al cielo il turbinoso passaggio del gradito visitatore è stata mitigata dalla serena e sorridente presenza dei nostri cari Guido e Francesca con i quali abbiamo iniziato nel migliore dei modi il 2009!
(cioè interrompendo le litigate in presenza di ospiti, cosa che prima non facevamo, vedi Emi e Alessandra, Dario e Luciana, etc…).
Da ultimo conoscenze comuni ci hanno portato Paolo,
che ha 24 anni e da tante stagioni lavoro come cuoco in tutto il modo rivisitando secondo il suo gusto tarantino gli alimenti che mette in padella.
In ossequio alla ponderatezza che ci contraddistingue,
dopo 6 ore che lo conoscevamo gli abbiamo dato le chiavi della cucina e dell’impolverato Bistrot
(se ne dovrebbe occupare Natalia ma dice che dall’amaca non ci riesce).
Stasera e perilquarto giorno consecutivo,
dopo aver servito “on demand” vari clienti,
mi ha ripassato un po’ di matriciana in padella e mi ha scottato un filetto ai ferri.
Un grande!E che botta di culo, speriamo che dura!
Inutile dire che Gasperino,
con i gesti del ruffiano consumato,
non manca di evidenziare la preferenza accordata al nuovo caro amico vagabondo portato dal destino ad incrociarsi col suo palato.
Giuda.
Che altro…?
Troppo ce ne sarebbe ma sono le 3 di notte e alle 8 le prime colazioni vanno servite.
E io sono felice di essere tornato a iniettare vita in questo piccolo blog.
Soprattutto dopo che,
nelle settimane passate a leggere un vero importante Blog come quello di Vittorio Arrigoni, (forse l’unico Italiano presente a Gaza,
http://guerrillaradio.iobloggo.com, che consiglio a TUTTI),
mi era sinceramente passata la voglia di scrivere anche solo un biglietto d’auguri,
tanto ci si rende conto,
in presenza di certe situazioni,
che le parole sono importanti ed andrebbero dedicate ad argomenti più seri rispetto alle nostre quattro lontane chiacchere su come la vita è bella quaggiù.
Magari un’altra volta,
sperando che ce ne sia sempre meno bisogno.

Un abbraccio,
a presto,
E.

08/12/2008

Tanti auguri a me!

Che bel compleanno, sono proprio felice!
Mi piacciono quei compleanni di cui qualche anno dopo ti ricordi!
Questo non lo scordo,
non fosse altro perchè,
pur essendomi capitato in varie occasioni di trascorrere la ricorrenza lontano da Roma,
forse per la prima volta mi succede in un luogo che in qualche forma sento come casa.
I giorni speciali non sono mai come te li immagini…
L’unica cosa su cui avevo azzeccato, per fortuna,
quando qualche mese fà, appena arrivato, ci pensavo su,
è stato che nel giorno del mio primo compleanno brasiliano ci sarebbe stata Giancarla vicino a me.
Di questo ero certo.
E non era poi una cosa così scontata visto che,
garantisco,
vivere insieme 24 ore al giorno tutti i giorni e condividere,
magari con gioia ma comunque per forza,
vita privata, lavoro, riposo, amici, tutto….
beh,
non è semplice e può mettere a dura prova anche le coppie più affiatate.
Noi ce la stiamo cavando, spero.
E Lei è stata dolcissima in questo giorno speciale…
e non è solo perché si è prodotta in crostate di nutella e paste al forno…
le leccornie che ci siamo cucinati e dedicati,
accompagnate con adeguato cabernet cileno,
sono nulla accanto alla leggera squisitezza con cui mi ha coperto di affetto,
colmando il vuoto inevitabile creato dalla lontananza delle tante persone care con cui,
a Roma,
avrei presumibilmente trascorso il 7 dicembre.
Il resto della giornata è scorso pacato,
tra i piccoli impegni discendenti dalla gestione della pousada ed i vari, simpatici incontri che,
più o meno quotidianamente, ti capita di fare in questa isola.
E così, ad esempio, mi sono goduto una birra con Nestor,
incontenibile e sornione ragazzo argentino che gestisce da vari anni un ostello col quale siamo in sana, fraterna concorrenza e che, il giorno 11, compie i suoi 44 anni
(guarda alle volte la cabala).
Nestor,
anche se non ne ho mai parlato prima,
è una delle persone la cui frequentazione,
da quando siamo qui,
più rafforza la nostra convinzione circa la scelta fatta.
E’ una brava persona,
sempre piena di consigli e di una carica positiva e canzonatoria che nei giorni grigi ti tira su il morale.
E ti da la sensazione che il comportarsi bene verso il proprio prossimo nella vita paghi.
Infine,
a chiudere il cerchio,
la serata e la cena hanno visto la partecipazione della nostra immancabile ed adorabile Natalia che,
quando non sparisce in compagnia di Gasperino (….?),
è impegnata a tessere i propri prodotti artigianali e ad insegnare a Giancarla le tecniche macramè per intrecciare bracciali, orecchini, farfalle e tutto ciò che la fantasia suggerisce loro.
La”Colombiana” fa parte della famiglia, oramai vive qui con noi e ci divertiamo insieme.
In mezzo a tutto questo i tantissimi messaggi di auguri che mi sono arrivati,
anche grazie agli orwelliani canali di facebook,
da parte di tanti e tanti amici
e che da quaggiù fanno ancora più piacere…
E, naturalmente, un indimenticabile collegamento via Skype con la mia famiglia che,
nel frattempo,
festeggiava i 33 anni di mia sorella gemella Maurizia.
Il collegamento in webcam,
come nella migliore tradizione,
è stato preceduto ed ostacolato da vari inconvenienti tecnici che,
tuttavia,
hanno contribuito ad aumentare la suspance per questo evento tecnologico che di botto ha spedito la mia famiglia,
tradizionalmente affezionata al videoregistratore a cassette,
nell’era del digitale applicato!Sembrava un po’ di assistere al filmato del primo uomo atterrato sulla luna anche perché,
a causa dei capricci del lap top – blue tooth di mio padre
(chi l’avrebbe mai detto che mio padre ne avrebbe mai posseduto uno collegandosi addirittura oltreoceano con Skype?!),
l’intera comitiva è stata costretta,
alle 23.00 ora locale,
ad effettuare la connessione in giardino al freddo e al gelo e circondata dal buio.
Che altro…nulla,
solo grazie ancora a chi ha rivolto da questa parte un pensiero affettuoso!
A presto,
E.

Auguri Maurizia!
Hai visto che anche quest’anno non mi sono scordato?!


P.S.: per quanti chiedono notizie di Gasperino:
il nostro ha trascorso un periodo difficile durante il quale è arrivato prima a gettarsi dalla veranda della pousada, con un volo di 3 metri e mezzo
(lui è 12 centimetri al garrese…tranquilli, tutto a posto, gli è rimasta solo una cicatrice, che lui peraltro ritiene molto sexy, sul labbro inferiore sinistro);
rintronato dalla caduta, ma tutto intero, ha poi pensato di chiudersi nel frigorifero dove lo abbiamo casualmente rinvenuto semigelato e frignante.
Fortunatamente questo periodaccio sembra passato e,
forse per dimenticare,
il giovanotto,
di questi tempi,
si lasciato andare ad una esistenza bohemiana fatta di piacevoli distrazioni, vizi ed amichette.
Lui,
qui ritratto tra le braccia di Natalia,
vi manda un timido saluto.